IL LICEO CELEBRA IL GIORNO DELLA MEMORIA
“Qui non c’è un perché…”
Venerdì 23 gennaio, in occasione della Seduta solenne del Consiglio Provinciale, indetta per celebrare il Giorno della Memoria, l’onorevole Emanuele Fiano ha tenuto la sua relazione in un silenzio surreale. Surreale, sì. Nel nostro tempo il silenzio è cosa rara e il rumore prende spesso il sopravvento; nel rumore le idee si confondono, la memoria vacilla. Il silenzio, invece, è nemico dell’oblio.
Dunque, nell’assoluto silenzio della sala, Emanuele Fiano ha parlato, lasciando cadere parole lucide, limpide, pesate accuratamente. Ogni parola un macigno.
Un carico di dolore senza rabbia né odio e, per questo, ancora più capace di penetrare cuori e menti.
Emanuele Fiano ha narrato frammenti di vita di suo padre Nedo e degli altri compagni di sventura, finiti nella macchina della morte di Auschwitz.
Ha narrato frammenti di una vita che resiste nonostante e oltre l’orrore, l’indifferenza di chi si è girato dall’altra parte, la disumanità dei carnefici e la disumanizzazione delle stesse vittime, trasformate in cose e, per questo, più facili da eliminare. Si stima che nel campo di sterminio di Auschwitz siano morti un milione e duecentomila internati.
Nel silenzio della sala sono risuonate le voci di tutte le vittime, in prevalenza ebrei, annientate dalla Shoah: sei milioni di esseri umani. Tutti hanno potuto sentirle.
Il nostro Liceo era presente. Come persona e come dirigente ringrazio il Presidente Olivieri per averci invitato.
Alla fine Emanuele Fiano ha premiato tutti gli studenti presenti, in rappresentanza dei propri Istituti. Uno dei miei mi ha chiesto: “Ma perché ci premiano? Non abbiamo fatto niente…” Ho risposto semplicemente: “Perché ci siete. Esserci vuol dire NON DIMENTICARE, tenere sveglia e vigile la coscienza, essere consapevoli che l’orrore può tornare.
Perciò, ragazze, ragazzi: chiedetevi sempre il perché…
Documentatevi, guardate in faccia la storia, ascoltate le testimonianze, trasmettete agli altri quello che avete imparato; ricordatevi che Primo Levi scriveva: se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.
Ragazze, ragazzi, siate vigili, fate in modo che le vostre belle teste e le vostre coscienze non si addormentino perché il sonno della ragione genera mostri, custodite i valori della nostra democrazia, difendete i diritti di ogni persona, sempre.
Ragazze, ragazzi: il futuro è nelle vostre mani.
Daniela Ferraro
Dirigente Liceo “Grassi”
Essere presenti alla seduta solenne è stato per noi un momento di ascolto, riflessione e responsabilità. Abbiamo rappresentato la nostra scuola con il desiderio di portare la voce dell'onorevole Emanuele Fiano agli studenti insieme alla consapevolezza e all'impegno al ricordo.
La Shoah non è solo storia: è un monito. E ricordarla significa scegliere ogni giorno di essere giusti, solidali e umani.
Portiamo con noi l’impegno di condividere ciò che abbiamo vissuto. Perché la memoria non si celebra una volta sola: si costruisce insieme, nel presente per il futuro.
Matteo Maritano e Cesare Mattarelli
Rappresentanti del Liceo “Grassi” alla Consulta provinciale degli studenti


